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Come rispondere ai capricci delle donne.

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In questo post, volevo analizzare come si risponde solitamente ai “capricci” delle donne.

 

Generalmente, si risponde in maniera aggressiva o difensiva.
L’aggressivo è quando non si vuole ascoltare e quindi ci si chiude dentro il guscio, oppure si aggredisce l’altra persona verbalmente.
Il difensivo è quando ci si scusa e ci si sottomette.
Fra i due, a livello seduttivo, è meglio il primo.
Ma hanno entrambi notevoli svantaggi.

Aggredendo la persona, si assume un comportamento e una figura di chi non vuole ascoltare e questo va parecchio a detrimento nei confronti della vostra relazione, visto che le donne cercano anche comprensione. Vi state dando un’aura da dittatore. E tutti i dittatori vengono, prima o poi, rovesciati.

Il secondo vi fa vedere come zerbini e quindi la loro parte emozionale va a tracollo. Con il rischio che lei un giorno si svegli e non riesca a capire perchè non è più attratta da voi.

 

E quindi, come rispondere in maniera soddisfacente ai suoi capricci?

 

Attorno al 1914 uno scienzato russo, Ivan Pavlov, introdusse mediante degli esperimenti sui cani il concetto di condizionamento classico.
L’animale attraverso uno stimolo (un campanello) veniva messo di fronte a una risposta (il cibo).
Creando un’abitudine mentale nel cervello del cane, Pavlov osservò che, dopo un certo periodo di tempo, il cane imparò ad associare al campanello il cibo. E osservò anche che il cane aumentava la salivazione allo stimolo del campanello, anche se il cibo non gli veniva dato.
Si era creata un’abitudine nel cane che faceva sì che ogni volta che sentiva un campanello il suo cervello lo associasse all’arrivo del cibo (anche se il cibo non arrivava) e il cane aumentava la salivazione.

 

Questi risultati vennero approfonditi da Skinner che, attraverso esperimenti su dei topi, cercò di rinforzare il comportamento che voleva che loro adottassero.
Metteva i topi in una gabbia e quando essi (le prime volte inavvertitamente) premevano una leva, questa apriva una porticina con dentro del cibo.
In questo modo il topo sapeva che, premendo la leva, avrebbe ottenuto un premio e quindi era più propenso, una volta nella gabbia, a premerla per arrivare più in fretta al cibo.
Questo tipo di meccanismo è conosciuto, in psicologia, con il termine di “rinforzo positivo” di Skinner.
Il suo inverso è il “rinforzo negativo” che consiste in una “punizione” dei comportamenti che si vogliono debellare.

 

Questi esperimenti hanno avuto un notevole impatto sulla psicologia moderna e sui metodi di apprendimento.

 

E come possiamo traslare questa scoperta con le donne?

Come rispondere ai capricci delle donne ?

C’è un’ulteriore complicazione.
Le donne vivono di emozioni. Sia quelle negative, sia quelle positive. Sono alla loro costante ricerca ed infatti si spiega il perchè numerose donne stanno in una relazione con un uomo che le picchia, o con uno che le tradisce in maniera sistematica.
Loro si nutrono di queste emozioni, anche se sono distruttive. Amano un uomo che è capace di instaurare emozioni in loro, siano esse positive o negative.

Il dilemma che si pone, quindi, è che se noi ci arrabbiamo quando lei fa i capricci, questo non fa altro che rinforzare POSITIVAMENTE quell’azione che ci ha fatto arrabbiare. La rinforza positivamente perchè le da il premio che lei ambisce, cioè le emozioni.

A tutti voi è capitato che, quando ci si arrabbia con una donna per qualcosa che lei ha fatto o ha detto, sembra che lei lo faccia apposta a rifarlo. Sempre più spesso. Finchè non siete talmente esasperati che la mandate a fanculo.
Ma lei lo fa inconsciamente. Il suo inconscio ha capito che, per provare quell’emozione, lei deve tirare quella leva. E non ci si sfugge.

 

Avete presente i bambini, quando fanno i capricci perchè vogliono un giocattolo nuovo? Se il genitore glielo compra, il bambino crescerà viziato. Per crescerlo in maniera sana, bisognerebbe aspettare che lui smetta di fare i capricci, e poi prendergli (se si vuole) quello che lui ha chiesto. In maniera che capisca che, se vuole ottenere qualcosa da voi, deve smetterla di rompervi i coglioni.

Le donne, a mio avviso, sono gli esseri che più si avvicinano ai bambini. Sono bambini evoluti. Vi siete mai chiesti il perchè, quando un neonato piange, la mamma sa già cosa cerca e cosa vuole, mentre il padre non sa da che parte girarsi? La donna è molto più in simbiosi con il bimbo, rispetto all’uomo.

 Detto questo, quindi, la maniera migliore per evitare le paturnie di una donna è quello di fottersene. Che non vuol dire di non darle comprensione su eventi importanti o sulle sue emozioni, ma di non dare alito ai suoi vaneggiamenti.

Non fate in modo di farle vedere che alcuni suoi comportamenti vi destabilizzano emozionalmente.
Dovete farle capire che atteggiamenti come: vittimismo, cercare di instaurare un senso di colpa, oppure qualsivoglia genere di manipolazione tipicamente femminile non sono accettati e non fanno presa su di voi. Perchè voi volete una donna matura al vostro fianco, non una bimbetta.

Quando con me cercano di instaurare un determinato comportamento (soprattutto basato sul senso di colpa) opero in due modi. O le ascolto ma non dico nulla, oppure le faccio sentire stupide per aver cercato di manipolarmi. Solitamente, quando non dico nulla e la guardo semplicemente, capisce da sola che ha detto una cazzata e si scusa, dicendomi che doveva solamente sfogarsi.

 Anche perchè, il senso di colpa ce l’avete se decidete di avercelo. Se capite che il vostro senso di colpa è instaurato da una vostra mancanza (più o meno immaginaria) e che voi siete esseri umani, quindi fallaci, il gioco è fatto. Il senso di colpa svanisce come la vostra voglia di risponderle per le rime.

Ovvio che arrivare a certi livelli di imperturbabilità, soprattutto quando si è coinvolti sentimentalmente, è difficile. Ma è un’abitudine mentale, quindi assimilabile.

 

 

 

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